Attività Fisica Adattata Post Ictus C.

L'attività fisica può avere molti effetti positivi sui soggetti che sono stati colpiti da ictus o danno cerebrale. Molti di questi pazienti sono molto decondizionati, con un picco di consumo di ossigeno che è circa la metà di quello raggiunto da soggetti della stessa età, che non hanno subito un accidente cerebrovascolare. Questo livello di decondizionamento permette di avere una grande possibilità di miglioramento. Se un soggetto nella fase post ictus, recupera a sufficienza la funzionalità degli arti inferiori per poter partecipare ad un programma di allenamento, ci si può aspettare che migliori il picco del consumo di ossigeno del 60%.

I programmi di allenamento alla resistenza non hanno solo l'obiettivo di aumentare la capacità aerobica ma anche:

flag ok Aumentare la velocità spontanea del cammino
flag ok Diminuire la dipendenza da sistemi di ausilio della deambulazione
flag ok Aumentare i punteggi di mobilità funzionale.

I soggetti che hanno subito un ictus hanno anche una ridotta capacità ossidativa e si affaticano 2,6 volte più velocemente che i pari età sani.
I programmi di attività fisica possono migliorare significativamente il picco di consumo di ossigeno, la resistenza e la forza muscolare. La conseguenza è che i pazienti diventano più indipendenti nelle attività quotidiane, più efficienti nella locomozione e potrebbero tornare ad un'attività lavorativa. Inoltre i soggetti attivi mostrano livelli di depressione e deficit cognitivi più bassi rispetto a quelli che hanno subito ictus, ma che non fanno attività fisica.